Immaginiamo una bilancia: da una parte il mondo delirante, dove tutte le mie pulsioni hanno preso il sopravvento e il mio cervello ha costruito il paese delle mie fantasie, io al centro del mondo, del mondo fantastico... ma troppo soggettivo per essere compreso dall'oggettivazione collettiva... e cosi si tende all'isolamento... dall' altra parte la realtà che non mi stimola, e che lascia che il mio tempo e quello di moltissime persone in tutto il mondo scorra senza la possibilità di raggiungere i semplici obiettivi belli della vita, in maniera assolutamente inutile. L'impegno "sprecato" di troppi che corrono per realizzare "produttività e consumismo" costretti da "artificiali leggi sociali" quali sucesso, richezza, potere calpestano i fiori che io amo, e cosi in questa realtà mi sento un aborto sociale, inutile.
Così mi creo un ponte tra delirio e realtà, con un piede in un piatto e l'altro nell' altro: sono Carlo ma faccio la parte del Messia; tutti siamo degli attori in questo teatro e io faccio la mia parte: il Messia.
Per esempio il 1 maggio abbiamo distribuito magliette, adesivi, stappabottiglie e volantini; molta gente è accorsa e molti mi hanno aiutato e mi aiutano ancora; raccoglievamo pensieri e la gente si è espressa e con le loro frasi hanno alimentato il mio spirito, hanno nutrito il nostro inconscio collettivo e insieme abbiamo creato una splendida aurea di gioia: cosi nel piatto delirante mi sono sentito una guida spirituale, io, il Messia e tutti i miei discepoli, i miei complici.
Ma nella realtà so che ho tanti amici, che sono stati lì per me e non per il messia, sì un amico da aiutare perche è stato sempre li per voi.
Sì il Messia, con tanti discepoli......
Sì Carlo, ha tanti amici, e forse il mio inconscio il voler vedere, quantificare le amicizie per trovare nei miei numerosissimi fratelli l'utilità del mio pensiero, l'importanza dell' imprinting che il movimento razionalfantasticista dà alla nuova realtà che piano piano stiamo vivendo, con la speranza di realizzare un mondo divertende, splendido nella sua semplicità.
Cerco aprovazione per un Io ancora debole ma grazie a voi tornerà come una roccia.
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9 commenti:
grazie messia che con la tua sana e pittoresca follia ci fai vivere un sogno chiamato libertà; libertà di poter urlare al modo la nosta gioia, la nostra passione e la nostra voglia di fare. diversamente avremmo lasciato dormire tutto ciò nel profondo buio dei nostri animi privi di una guida spirituale in grado di levarci al sommo cielo del delirio che per noi è fonte di vita.
se per caso ci fosse bisogno di ribadirlo noi siamo con te, pronti a salpare alla volta del mare del nord... continua a farci sognare,
ANTONIO
grazie Antò, con le tue parole sei come il sole per le cellule fotovoltaiche. E con questa energia salperemo sia fisicamente che mentalmente
messia....non ti do mai ascolto....non ce la farò ad aiutarti....scuro il mio volto ed alta la siepe da scavalcare....ho finito messia.....ridi anche per me con i miei fratelli....con i nostri fratelli....dì loro che mi dispiace perchè non ho saputo amarli....ora sto andando....veramente..ho riempito il mio volto di pugni e la mia anima è straziata....ci vedremo...forse....grazie
fai male a non ascoltarmi,aiuta te stesso cosi aiuterai me,spunta la siepe, noi ridiamo sempre insieme e un giorno il solletico dell'anima ti farà ridere.e drogati di meno perche sembri un tossico in astinenza
ma non avete niente di meglio da fare?
Caro anonimo se non proviamo a cambiare dove stiamo, si non c'è niente de fare e questo e il meglio che possiamo.
ciao carlo ti ricordi del ciampoli palace?? sono francesco e tutti noi ti aspettiamo su facebook. vienici a trovare
Ciao messia,poche persone al mondo avrebbero avuto il tuo coraggio ed esternare al mondo i propri pensieri e stati d'animo post-delirio...e questo ti fa molto onore...
ti prego di continuare il tuo racconto video e di coinvolgerci sempre più nel tuo viaggio.
ciao ciao,a presto
Ciao Muslix, le tue parole mi stimolano sempre di più nel mio viaggio.é molto difficile con le nostre attrezzature lavorare in questo senso, ma ci impegneremo al massimo possibile.quanti come me hanno il bisogno di farlo, ma solo non si può far molto,con questo elogio i mie colaboratori.
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