martedì 5 febbraio 2008

Cara televisione

Caro Maurizio,
Leggo il suo articolo pubblicato su Il Giornale in data 4 gennaio.

Prendo spunto dalle sue parole:
"Idee che mancano, vogliamo proposte semplici che raccontino le persone e le loro storie" e mi rivolgo a lei come all’Illustrissimo Ministro del Dio della televisione. Fu udendo la sua voce che chiedeva complicità ed esplorazione che intesi di dover trarre il dado.

Mi presento: Carlo Mancini, trentenne.
A ventiquattro anni lascio il lavoro (seppur soddisfacente) perché il desiderio di comprendere i conflitti psichici di chi mi circondava, di chi non era felice come me, mi ha portato alla Facoltà di Psicologia: non potevo concepire il fatto che persone del tutto simili a me non provassero la mia stessa felicità di vivere semplicemente. Lo studio però apriva ogni volta la porta dei miei conflitti interni, e questo mi complicava la vita.

Talmente m’immersi nello studio, nella finalità primaria di comprendere l’animo umano che caddi nel baratro. Gradatamente l’Irreale prende piede, inizia ad Essere dappertutto un’Atmosfera Delirante, vivi la vita come se fosse una fiaba, e non riesci a reagire e a comunicare, tutto e tutti nel mondo che entrava in contatto con me facevano parte di una specie di film.

Ed io lì per caso…come un genio per caso…
Di punto in bianco la mia vita sembrava dover essere valutata da “ispettori” di un real tv, sembrava che ovunque si decidesse se io dovessi o meno continuare a far parte di un magnifico gioco televisivo, ma facevo molta audience, perché sono un comico indiscusso, e quindi non temevo confronti. La paura di essere buttato fuori era comunque tanta, e l’idea non mi piaceva, io volevo vincere. Ma ciò che più bramavo era la fine di questa sofferenza: il Finale, l’ultimo atto, l’epilogo. Tanta la sofferenza ma paradossalmente era equipollente la gioia.

Per me è fondamentale l’ambivalenza bene-male: in fase di delirio ho amato chi mi dava corda così come li ho odiati perché alimentavano quella mia realtà malsana; odiavo chi distruggeva il mio castello di carte ma oggi li amo perché quelle erano soltanto carte. Troppo li ho odiati e troppo li ho amati perché un sentimento sparisca del tutto, così oggi amo e odio tutti allo stesso modo.

Oggi dopo lunga e dolorosa rielaborazione mi definisco Ricercatore dell’Anima e capo riconosciuto di numerosi adepti Leader Messianico del Movimento Razionalfantasticista. Esso movimento tende alla realizzazione del più puro rispetto dei sogni, dei desideri, delle fantasie del popolo umano e non può prescindere dalla realizzazione dell’intento di ciascuno di essere se stesso. La via percorribile è l’espressione del proprio io e il perseguire la Razionalizzazione, la Realizzazione della propria Fantasticheria.

Il progetto che le presento tratta di un programma televisivo che includa diverse fasi, varie forme di elaborazione di un problema condiviso da tutti: Ascoltare l’inconscio. Fu proprio lui ad indicarmi la via della mia redenzione: Riproporre il “delirio” in un “setting” ricreato secondo le emozioni provate nella fase acuta. Un documentario di ricerca scientifica, di sensibilizzazione oltre che di intrattenimento, uno spazio dove proporre l’analisi terapeutica attraverso l’empatia del pubblico, la presentazione di gravi e reali disturbi curata da professionisti accreditati che non perda mai di vista la reale finalità del nostro lavoro: trovare la soluzione, la cura attraverso la televisione in quanto possibilità di espressione. Uno spazio in cui insieme dare risposta alle nostre domande. Per me entrare in televisione è come rientrare nella mia realtà: avere a mia disposizione le risorse necessarie per ricreare ciò che ho vissuto: io ragazzo di un’altra realtà…ed è lì che voglio stare, lasciatemi ascoltare il mio inconscio, non fatemi fare guerra con me stesso, fate sì che la mia essenza si materializzi.

In conclusione ho proposto nella presente un due tre per cento del materiale elaborato (a livello di registrazioni audio, video, diari…), e con immensa gioia mi auguro di aver suscitato in lei un interesse valido. Tante sono le bistecche da cuocere, presto o tardi la nostra nave salperà…

Signor Costanzo io ho un ventaglio di idee splendide (secondo un giudizio sia soggettivo che oggettivo), e ci aspetta il compito di scegliere una piuma per volta … con tutta la sua sapienza potremmo riformare la televisione, usarla come oggetto Ludico-Curativo, come oggetto di Redenzione.

Signor Papa della televisione io ho vissuto un’esperienza mistica nel senso televisivo del termine, accoglietemi nella vostra Basilica, e così io vi porgerò la mia lanterna. IL MESSIA